DRESS,  WANDER

SEI BELLA, CON TUTTI I TUOI CHILI DI VITA!

L’estate è arrivata e come ogni anno, me ne stavo andando in sbattimento.
Il caldo è il nemico numero uno per le persone con “dei chili di troppo”.
Si suda molto, le cosce sfregano, si irritano, ci si scopre per non morire soffocati ed in questa società dove i chili di troppo non vengono visti di buon occhio, non è affatto facile tenere la testa alta.

Poi è successo che un giorno mentre cazzeggiavo su Instgram, mi sono imbattuta ed innamorata follemente di questo super abito Vintage da Figlia dei Fiori.

Ho scritto subito a Francesca, la mitica e pazza padrona di casa in quel di Diorama Boutique a Bologna dicendole

“Fra, dimmi che mi va bene”, in un nano secondo le ho inviato la lista delle mie misure e mentre lei controllava, è partita una riunione condominiale nel mio cervello {per dirla alla Levante}

“Ste, è un abito bianco e tu sei grassa… gli abiti bianchi non stanno bene alle persone grasse”
“Però ci sono i fiori ricamati di mille colori, lo adoro”
“Va beh, tanto di sicuro non mi andrà bene”
“Ma certo che ti andrà bene, non raccontartela, tu la taglia di un vestito la capisci subito. E’ ovvio che ti andrà bene e te lo metterai perché TI PIACE e perché quel modello potrebbe starti bene!”

Fino a quando arriva il verdetto di Francesca: “Vai tra amica, ci stai alla grande”.

OOOOkkkk… e quindi???

E QUINDI, la più saggia condomine del mio cervello si è alzata in piedi dicendo a tutte le altre:
“Hey, zitte un po’! Questo abito ha una storia e ciò significa che molti anni fa, un’altra donna che avrà avuto più o meno le stesse forme, lo ha già indossato con coraggio… quindi perché Stefania non dovrebbe indossarlo visto che le piace da impazzire?”

Bella, bravona tu donna saggia che esci sempre al momento giusto!

“Quanto costa Fra?”
“38, in saldo”
“OK, andata, bonifico subito.”

Io che cerco di mettere ordine durante le riunioni condominiali del mio cervello.

E’ pazzesco quanto tutt* siamo brav* a tirar su il morale alle persone che amiamo o che ci capita di incontrare, ma quando si tratta di aiutare noi stess* siamo dur* come delle pietre.

Ho ripensato alla me super sicura di qualche anno fa, quando decisi di aprire Lo Specchio di Bridget.

Avevo fatto cancellare dal registratore di cassa il classico“Arrivederci e Grazie” per sostituirlo con questa frase:
“Ama te stessa come sei: forma, dimensione, colore”.

Ma dov’è finita quella Stefania?

Quella che fotografava le sue clienti per mostrar loro quanto fossero veramente fiche, che le esortava a fregarsene del pensiero altrui, quella la cui mission era
“far capire ad ogni donna che ognuna di noi ha il DIRITTO di sentirsi bella, indipendentemente dalla sua forma, dimensione o colore”.

Ecco, non so bene dove sia finita, so che ogni tanto si ripresenta e quando arriva ribalta tutto, inventa cose e fa esplodere vulcani, poi sta stronza sparisce e lascia sola la Stefania che vive di seghe mentali!

Ma la volete sapere una cosa? Il giorno che ho indossato questo abito bianco, così MIO per il suo stile Hippie, me ne sono fregata se in controvento mi si vedevano i rotolini ed i cuscinetti, mi sono sentita fiera di me e mi sono detta
“SONO BELLA, CON TUTTI I MIEI CHILI DI VITA!”

{Antonio sta ancora imparando che i piedi NON vanno tagliati <3}

Sono andata a rileggere un post che scrissi sì e no un paio di mesi dopo che aprii il negozio e cito testuali parole:

{….Voglio dire: spesso mi capita di vedervi davanti allo specchio elencando una serie di difetti totalmente inesistenti, non curanti del fatto che alla fine di tutto la nostra vera bellezza sta sotto quello che noi donne ci proviamo nei camerini!!!
Ciò che poi decidiamo di indossare è, diciamo, “l’infiocchettamento” di tutto quanto sta al di sotto dell’abito e della nostra pelle e quindi non serve ad altro se non che a rispecchiare ciò che in realtà è il nostro essere!
Secondo voi, che immagine diamo di noi dopo aver rinunciato a quel bell’abito colorato ed appariscente che tanto ci piaceva perché non vogliamo venir notate {…} e quindi la scelta ricade automaticamente sul solito vestito NERO che… “IL NERO SNELLISCE e IL NERO NASCONDE TUTTO”…
Ma la domanda è: COSA abbiamo da nascondere?
C’è “un velo” – e passatemi la metafora – adatto ad ognuna di noi, in grado di “infiocchettare” e far percepire allo stesso tempo tutto il bello che c’è sotto!!!}

Ho riso come una pazza, mi sono data della cretina e ho pensato…

We bella, predichi bene e razzoli male???
Va che tra un po’ si tira fuori il costume eh!

Non garantisco che per Agosto riuscirò a trovare il coraggio di postare una mia foto in costume, ma voi nel caso ricordatemi in questa posa da strafiga!

BASTA BASTA BASTA con gli stereotipi, finché continueremo a farci sottomettere da questi maledetti stereotipi che tanto detestiamo, NULLA MAI CAMBIERÀ.

Spesso mi sono sentita ripetere da chi mi ama che l’eccesso, troppo o troppo poco aggiungo io, di “qualcosa” non è mai sinonimo di benessere e, a prescindere dall’aspetto fisico, troppi chili o troppi pochi, non FANNO BENE: all’umore, alle ginocchia, alla pelle…

Eh, come se io non me ne fossi accorta da sola! 🙂

Il fatto è che nessuno, se non noi stess* possiamo sapere quanto casino ci sia dietro questi eccessi.

La nostra forma fisica è IL RIFLESSO del nostro vissuto e NESSUNO può permettersi di giudicarla, ma è altresì importante che noi si capisca bene i motivi che ci hanno portat* a questa forma.

Si possono fare tutte le diete del mondo, ma se non si risolve il disturbo che c’è alla base, il mostro continuerà a tornare…
e le mie tette cadenti risultato di anni di effetto yo-yo ne sono la dimostrazione!!!

Detesto usare il verbo DOVERE ma, DOBBIAMO fare pace con noi e trovare un equilibrio tra quello che abbiamo dentro e quello che vediamo nello specchio.

Cerchiamo trasformare il negativo in positivo, sempre.

No, non sono lacrime, mi sto asciugando il sudore dal nasooo!!!

Leggo di tante donne, spesso molto arrabbiate con coloro dai quali ricevono giudizi o brutte parole per via del loro aspetto fisico.

Ecco, a loro vorrei dire che secondo me l’odio, la rabbia, il giudizio, non si combattono ad armi pari… ma con la tolleranza, con la spiegazione e con molta, moltissima pazienza: ed io sono la prima ad essere piena di rabbia per tutte le brutte parole incassate nella vita, ve lo giuro!

Sono poche le persone che non avendo passato ciò che abbiamo vissuto noi, quelle degli “eccessi”, possiedono l’empatia necessaria per riuscire a comprendere ciò che abbiamo dentro e a tutte le altre persone, certe cose vanno spiegate.

Se vogliamo comprensione c’è bisogno di farci comprendere, di educare e non di tirar rabbia su chi non può capire perché non ci è passato.

Indossiamo tutti gli abiti bianchi che ci va, con molto orgoglio e nel frattempo cerchiamo di essere il più gentili possibili verso la nostra persona e verso chi ancora si permette di giudicarci: sono certa che un giorno anche loro capiranno se saremo sempre più a parlarne! E se avete bisogno di una spintarella sul fronte Gentilezza, ricordatevi che c’è sempre #MelBag pronta a darvi una mano! 😀

E intanto, BUONA ESTATE a tutt*, anche a quell* che al mare ci guarderanno la cellulite e i cuscinetti e le tette cadenti con aria schifata! 😛

Ecco, a loro vorrei dire questo:
Noi cercheremo di metterci nei vostri panni provando a capire cosa vi spinga a sentirvi migliori di noi mah… voi provate a mettervi nei nostri PER UNA VOLTA! <3

#MelBag, l’aiutante ufficiale che con il potere della Gentilezza e del suo pattern Chamotage, vi aiuterà a mantenere la calma di fronte agli occhi giudiconi sulle spiagge 😀

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