DRESS

WHO MADE MY CLOTHES?

“RIVOLUZIONE”

Che gran bella parola, una delle mie parole preferite.

Mi sono sempre sentita molto coinvolta ogni qualvolta nella vita mi sia capitato di vedere un film o di leggere un libro che parlasse del ’68, di sicuro in qualche vita precedente ho preso parte a qualche azione pacifista, con annesse fascette di fiori in testa!

Questa è la settimana della Fashion Revolution, e mi piacerebbe raccontarvi la mia esperienza in merito.

Partiamo dal principio: perché si celebra questa settimana, perché il 24 aprile è il Fashion Revolution Day?

Nel 2013, proprio il 24 Aprile, sono morte 1133 persone a causa del crollo del Rana Plaza in Bangladesh, un palazzo dove migliaia di lavoratori producevano abiti per l’industria della Fast Fashion.

Ecco, all’epoca del 24 Aprile 2013, erano passati esattamente 8 giorni dall’apertura dello Specchio, ed io non avevo la più pallida idea di cosa fosse successo in Bangladesh anzi, con tutta probabilità, in uno di quei giorni in pausa pranzo, ero andata a farmi un giro {e magari anche un regalo} in uno dei tanti negozi di fast fashion le cui vetrine brillano in centro Monza.

Sono passati 5 anni da quel giorno, ed è nato il movimento della Fashion Revolution, atto a sensibilizzare le persone a cercare di capire COSA e soprattutto CHI c’è dietro ai capi che acquistiamo, così come le aziende ad essere più cristalline in merito ai loro processi produttivi.
Oggi è un giorno in cui ognuno di noi può fare la sua parte, mostrando l’etichetta dei propri abiti e chiedendo ai brand “CHI HA FATTO IL MIO VESTITO” (#WhoMadeMyClothes)?

La consapevolezza di ciò che succede in questo mondo nasce sempre da esperienze personali che ti fanno cambiare il modo di vedere le cose; per me vige la regola “Ama tutti, Fidati di pochi e Non fare del male a nessuno {non è per niente facile, ma l’impegno è molto!}, e quando ho capito che anche le mie scelte d’acquisto potevano contribuire nel loro piccolo a fare meno male a qualcuno, allora ho anche scelto di cambiare il mio modo di spendere.

Perché Sì, SIAMO PROPRIO NOI CONSUMATORI A FARE LA DIFFERENZA!

La mia esperienza con Lo Specchio mi ha insegnato tanto, mi ha cambiata tanto, e ve la racconterò domani, se vi andrà di leggerla 🙂

Intanto, un consiglio, non richiesto, ma io ve lo do stesso perché credo ne valga la pena 😉
Guardate il documentario “THE TRUE COST” su Netflix.

E adesso… tutti a fare la RIVOLUZIONE, che questa è una settimana importantissima!
*Non importa se non possedete abiti “sostenibili” da condividere, potete per esempio indossare i vostri abiti al contrario, mostrando l’etichetta, per chiedere al brand in questione maggiori info in merito a chi ha realizzato il vostro vestito!

Trovate più dettagli sul mio profilo Instagram e soprattutto su quello di Fashion Revolution Italia.

Questa mattina, la mia domanda l’ho fatta a Zara. Ho scelto questa camicia perchè le voglio molto bene, è stato un tenero regalo che mi ha fatto madreh quando sono ingrassata un bel po’, dicendomi “Ti ho comprato questa, dovrebbe starti bene, almeno puoi metterti qualcosa di carino”

photo by Antonio Giampaolo

 

 

 

3 Comments

  • Camilla Mendini

    Ciao Stefania,
    sono felice di vedere che la Fashion Revolution Week sia un evento che sta coinvolgendo sempre più persone. Hai proprio ragione: siamo noi consumatori a fare la differenza e abbiamo molto più potere di quanto non pensiamo! Dovremmo comprare meno, ma meglio.
    Se ognuno di noi facesse anche solo un piccolo gesto sostenibile nella suo quotidiano, si noterebbe un grande cambiamento. Quindi, avanti tutta! E grazie per il tuo contributo

  • Stef

    Cara Camilla, grazie a te per il grande lavoro che fai e per essere stata parte ispirante di questa mia rivoluzione! L’unione fa la forza!

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